VIAGGIO NELLA
TERRA DEGLI ULTIMI GLADIATORI.
17 marzo - 8 aprile '05:
questo breve lasso di tempo è stato per la Muay Thai italiana
ricco di eventi di inaspettata importanza. Difatti, in pochi giorni,
un gruppo di pochi atleti seguiti da un impeccabile coordinatore,Max
Baggio, ha scritto pagine nuove nella storia della disciplina
siamese nel nostro paese.
Il tutto ha inizio il 17 di marzo, data ideale in quanto giorno
dedicato a Nai Kanom Tom, “padre” della Muay Thai. All' aeroporto
di Bologna si imbarcano, insieme alla nazionale italiana WMF,
Max Baggio (Coordinatore A.I.K.F. – F.I.KB.) , Aldo Chiari (Responsabile
I.M.T.A. /F.I.KB. settore Muay Thai tradizionale) e Simone Di
Marco (Campione del mondo I.S.K.A. di kick boxing ed istruttore
di Pescara) : destinazione Bangkok. I tre saranno poi raggiunti
da Roberto Cocco, pluricampione mondiale di Kick e thai boxe,
ed Antonio Medelin, anch'egli campione del mondo WPKC. Questo
gruppo di atleti, è intenzionato a fare quanto di più
difficile si possa pensare nell'ambito degli sport da combattimento:
sfidare i thai boxer nei loro stadi, con le loro regole, gomiti
ammessi.
Arrivati a Bangkok, i nostri si recano, dopo alcune peripezie,
insieme alla nazionale F.I.KB-WMF, in un noto hotel. La prima
notte scorre serena. Infatti, i nostri alfieri, Chiari e Di Marco,
non immaginano ancora cosa li aspetta il giorno seguente. Il 18/03,
infatti, vengono portati al kai muay Chuwattana, uno dei kai muay
(palestra) più professionali ed esclusivi di Bangkok. Un
campo,questo, dove si allenano tutti campioni del calibro di Kamtunglam
Chuwattana, Wet Changwunta o Kumangton Popkomon, solo per citarne
qualcuno,e dove si viene allenati,tra gli altri, da alcuni dei
trainers di Kaoklai (quello che ha battuto per ko Mighty Moe al
K1, con calcio alla testa). I suddetti trainers, hanno fatto letteralmente
“scoppiare” i nostri atleti con sessioni di allenamento davvero
devastanti. Qui, infatti, praticamente non ci sono “farang”, stranieri,
se si fa eccezione per i giapponesi del circuito pugilistico e
del K1.
Chiari e Di Marco, da quel momento, vivranno come gli atleti professionisti
tailandesi. Si alleneranno come loro, mangeranno e dormiranno
come e con loro, perché se si vuole combattere come i thai,
bisogna allenarsi e vivere come i thai, 24 ore su 24.
La giornata al campo inizia alle 05.30 con sveglia, doccia e corsa
di 10 kilometri. L'allenamento del mattino prosegue fino alle
08.30; poi il pranzo. Il secondo allenamento giornaliero è
alle ore 15.00 : si inizia con corda (30 minuti), vuoto, pao,
sacchi, lotta ecc., fino alle 17.30; poi doccia, cena, e alle
ore 10.00 si spegne la luce. Una vita da caserma che, però,
è fondamentale se si vuole vivere il vero spirito della
Muay Thai. Non credo, infatti, che si possa praticare ed insegnare
Arti Marziali tailandesi, ancor più tradizionali, alloggiando
in hotel cinque stelle, e poi farsi qualche foto al mattino con
divisa tradizionale, senza versare neanche una goccia di sudore.
In ogni caso, l' allenamento è finalizzato alla sfida Italia-Thailandia
che si svolgerà al Rajadamnern Stadium.
I primi allenamenti sono davvero duri, più che per il corpo,
per la mente, ma dopo qualche giorno Chiari e Di Marco entrano
nel ritmo e cominciano a cogliere i frutti dei loro sacrifici.
Il tutto procede bene, tranne che per qualche problema organizzativo,
che fa slittare l'incontro di Di Marco di qualche giorno, ed in
un altro (seppur prestigioso) stadio. Nonostante tutto, il match,
comunque, si fa. Difatti, Di Marco incontra al Siam Omnoi Stadium
un forte tailandese di 70 kg, e di ben 10 cm più alto,
che lo impegna in un match davvero duro. Di marco regge, da vero
guerriero, bordate di calcio e di ginocchio del tailandese, e
tenta di replicare con un buon lavoro pugilistico, ma le leve
lunghe del suo avversario gli rendono la vita molto difficile.
In ogni caso, Di Marco combatte fino all'ultimo secondo di questo
entusiasmante match cercando di sorprendere il suo avversario
con il suo migliore lavoro di pugilistico, certo che il Thailandese
non si può definire sprovveduto ed infatti riesce a controllare
il nostro atleta aggiudicandosi il verdetto finale. Inoltre, l'incontro
viene trasmesso via satellite in tutta l'Asia. Come primo tassello
del mosaico, possiamo ritenerci più che soddisfatti.
Il giorno seguente il match di Di Marco, arrivano anche Cocco
e Medelin , i quali si allenano, però, in un altro campo,
altrettanto famoso (seppur molto meno spartano). Stiamo parlando
del Fairtex. Questo campo è, difatti, condotto con metodologia
di allenamento classica tailandese ma con gestione all'americana.
Il capo degli insegnanti è niente meno che la leggenda
Apidej Sit Hirum (400 match) e i trainers sono quasi tutti ex
campioni del Lumpinee. Allenamento sì duro, ma anche possibilità
di rilassarsi con un tuffo in piscina o un caffè al bar.
Le difficoltà, però, continuano ancora per Chiari
che rimane solo nel campo Chuwattana, e che continua ad allenarsi
duramente, spesso con tute e maglie per perdere più peso
possibile, in vista del fatidico match che, purtroppo, per problemi
tecnici (non si trova un avversario del suo peso,86kg), non ci
sarà. Grande delusione e sconforto per Chiari, dopo i mesi
spesi ad allenarsi duramente sotto un rigidissimo regime alimentare.
Il viaggio nella terra del Siam è,per lui, comunque, da
ritenersi di fondamentale importanza, sia per il miglioramento
tecnico e fisico tratto dagli allenamenti al campo, sia per le
esperienze umane, uniche ed irripetibili, sia perché da
questo viaggio, Chiari è riuscito a trarre comunque il
meglio anche per il settore Tradizionale, allenandosi negli intermezzi
e nelle ore libere con il noto Maestro di Muay Thai Chaya, Khru
Prang , ultimo maestro della scuola di Muay Thai originaria del
sud della Thailandia. Inoltre, è riuscito ad instaurare
un nuovo rapporto con la scuola di Arti Marziali thailandesi (Muay
Thai – Mae Mai - Krabi Krbong) di Khru Sane, noto Maestro thai
. In ogni caso, si volta pagina.
Ora è il turno di Roberto Cocco. Match decisamente duro
per il pur esperto italiano, che si troverà ad affrontare,
nella mecca della Muay Thai, il Lumpinee Stadium, il temibile
Roj Fairtex. Questi è, difatti, il classico tailandese
tutto muscoli e con due polpacci a dir poco impressionanti. Certamente,
vederlo non fa sentire tranquilli noi accompagnatori. Il match
di Cocco è il 7°. Dopo qualche disguido per la Ram
Muay non eseguita da Cocco, si parte. Il primo round è
lento e di studio: il thai piazza qualche zampata, subito, però,
replicata dall'italiano, noi però ci accorgiamo che la
strategia del thailandese è quella di cominciare a demolire
le gambe di Roby e devo ammettere che abbiamo cominciato a preoccuparci
abbastanza. Nel secondo round, l'epilogo: Cocco sorprende il thai,
ancora in fase di “riscaldamento”, con una splendida ginocchiata
saltata al volto, mettendo fine all'incontro in modo davvero spettacolare.
Roberto Cocco ha dimostrato ancora una volta di essere un'atleta
di rilievo internazionale. Con grande coraggio ed umiltà
si è messo in discussione, “rischiando” molto,combattendo
in Thailandia, con un vero thailandese , che veniva da una vittoria
per ko al 4°round al Lumpenee, oltretutto debilitato da una
notte insonne passata con una tuta per sudare: un vero tour de
force per arrivare al giusto peso. Difatti nei grandi stadi tailandesi
(Rajadamnern – Lumpinee – Om Noi) niente improvvisazione e niente
raccomandazioni per combattere. Qui conta solo il vero sudore,
il vero sacrificio, la vera qualità degli atleti. In ogni
caso, clamorosa vittoria e secondo tassello per il nostro puzzle.
Medelin, l'ultimo dei nostri alfieri, reduce da un recente incontro,
ha deciso di focalizzare il suo tempo sul trainig, perfezionandosi
per alcuni importanti appuntamenti in Italia. Il viaggio si conclude,
comunque, con altre notizie positive. In primis, la promessa che
al prossimo viaggio (probabilmente in Agosto) ci sarà un
avversario per Chiari. Inoltre, grazie alla sua dedizione, serietà
e professionalità, il promoter del Rajadamnern, nonché
proprietario del Chuwattana, Mr.Choocharoen Raweearamwong, gli
affida la direzione del Chuwattana Italia. Ecco, quindi, un altro
storico tassello. Infine, ma di fondamentale importanza, dobbiamo
ricordare l'insostituibile operato del coordinatore e promoter
Max Baggio. Tutto ciò,infatti,è stato possibile
grazie al rispetto che Max Baggio si è saputo guadagnare
in terra tailandese, sia da parte dei promoters, sia da parte
delle alte cariche dirigenziali delle federazioni. C'è
da aggiungere ancora qualche particolare,concernente il training
dei nostri atleti.
In Thailandia, come possiamo immaginare,esistono tanti validi
camp in cui allenarsi,ma pochi, attualmente, sono ai livelli del
Chuwattana! Gli allenamenti,in questo campo, sono durissimi per
chiunque! I sacrifici a cui si viene sottoposti sono tali che,
se non si è mossi da una forte motivazione e grande passione,non
si resiste neanche un giorno in quello che è già
stato ribattezzato “lager stile Germanico” da Max Baggio. I nostri
fighters con ammirazione di tutti i presenti, si sono sottoposti
ad un regime alimentare e di allenamento durissimi! Noi in Italia
non siamo neanche lontanamente consci di cosa voglia dire “allenarsi
alla thailandese”,nonostante questa espressione sia usata da molti.
Gli sforzi,la fatica,il sacrificio e l'abnegazione cui si è
sottoposti,farebbero desistere tanti dei nostri “guerrieri”.
Un nuovo corso è iniziato, un primo passo è stato
fatto. Ora, tocca a noi lavorare seriamente e duramente per proseguire
in maniera degna il lavoro. Le porte dei grandi stadi tailandesi
si sono aperte per gli atleti italiani: starà a noi esserne
all'altezza. A tutti gli atleti italiani, non resta che allenarsi
e combattere il più possibile nei numerosi gala promossi
in ogni parte d'Italia dalla Proring, e guadagnarsi un posto nella
terra del Siam. La strada, chiaramente, è ancora lunga
e difficile, ma finalmente si sono messe le basi per un corretto
sviluppo della Muay Thai (Tradizionale e Sportriva) nel bel paese...…davvero
una svolta epocale!