STAGE A NAPOLI - 30/01/2005
- Stage di MAE MAI MUAY THAI
Una premessa: la serietà e la costanza
del lavoro profuso fino ad oggi comincia a dare i suoi frutti.
Domenica 30 gennaio 2005, a Napoli, l'associazione ENERZEN ha
organizzato il secondo stage di Mae Mai Muay Thai diretto dal
maestro ALDO CHIARI.
In questa lezione sono state studiate tecniche di ginocchio e
gomito applicate a diverse distanze di combattimento, in maniera
particolare alla cortissima distanza definita anche come “corpo
a corpo”. È stata dimostrata l'estrema efficacia di tali
tecniche sia in offesa che in difesa, finalizzando l'applicazione
andando a colpire zone del corpo che sono particolarmente sensibili.
Non si tratta di movimenti assurdi o fuori dal comune anzi, l'applicabilità
delle tecniche e soprattutto le finalità si distinguono
per i loro concetti di “semplicità” e “scientificità”.
E a proposito di “corpo a corpo”, nello stage non poteva certo
mancare lo studio di alcune tecniche d'immobilizzazione e strangolamento
che ha lasciato a bocca aperta diversi “marzialisti” ignari della
vastità di applicazione del MAE MAI MUAY THAI.
Un grande consenso è stato espresso dagli operatori di
un'emittente televisiva Partenopea, TCS sport, che da anni si
occupa di trasmissioni sportive con un occhio di riguardo (finalmente)
al mondo delle Arti Marziali. Questi, nonostante avessero già
avuto modo di conoscere la Thai attraverso numerosi incontri sportivi,
fin'ora non avevano mai avuto modo di conoscere l'essenza della
forma tradizionale del MAE MAI MUAY THAI.
Inutile sottolineare la mia soddisfazione personale che, come
istruttore della disciplina, potrebbe sembrare di parte, e non
posso fare a meno di soffermarmi ancora una volta sui consensi
raccolti dai numerosi partecipanti, di cui molti appartenenti
ad altri stili.
Purtroppo sono in tanti che ancora considerano la Muay Thai come
uno stile di lotta cruento, rozzo e senza alcun principio filosofico,
forse anche a causa del fenomeno di “commercializzazione” da parte
di tanti mistificatori che dall'oggi al domani si autoproclamano
“Gran Maestri” e s'inventano nuove varianti/stili della Thai.
Questi personaggi non si rendono conto del danno che producono
al settore e soprattutto agli allievi, non capiscono che la semplice
conoscenza di qualche ginocchiata/gomitata non basta per essere
considerati degli esperti di una disciplina antica quasi quanto
l'uomo (spesso non sanno stare nemmeno in guardia). In questo
senso l' International Muay Thai Academy ha, ed ha sempre avuto,
l'obiettivo di diffondere l'arte guerriera del Siam nella forma
più tradizionale, così come è stata tramandata
dagli insegnamenti dei maestri thailandesi, senza farsi coinvolgere
in maniera totalitaria dal fenomeno legato esclusivamente alle
gare sportive che, seppur importanti, finiscono per stravolgere
la parte filosofica /esoterica della Muay Thai.
Per questa ragione si vuole sottolineare ancora una volta che
l' I.M.T.A. si occupa innanzitutto di MAE MAI MUAY THAI, ovvero
di Boxe Thailandese Tradizionale. Non voglio dilungarmi oltre
in logorroiche adulazioni e quindi termino queste poche righe
invitando tutti i praticanti e gli appassionati delle Arti Marziali
a partecipare al prossimo stage del M° Chiari per “toccare
con mano” cosa significa MAE MAI MUAY THAI.
Saluti,
Adriano Pedicino